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August 24 Il corpo delle donne
IL CORPO DELLE DONNE è il titolo del documentario di 25′ sull’uso del corpo della donna in tv. Partiti da un’urgenza. La constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. Consigliato Filmato 1/3 Filmato 2/3 Filmato 3/3 May 22 L'Italia dei Pogrom Provate ad immaginare. Una persona del vostro quartiere è sorpresa dentro un appartamento: forse voleva rubare, forse voleva portar via una neonata. Viene arrestata. Provate ad immaginare. Il giorno dopo e poi quelli successivi ragazzi in motorino lanciano una molotov contro la casa di un vostro vicino. L'incendio brucia in parte l'appartamento ma per fortuna l'uomo, la donna e i due bambini che ci vivono se la cavano. Spaventati ma incolumi. Poi è la volta di un intero quartiere: arrivano a centinaia con i bastoni e le bottiglie incendiarie. La gente scappa si rifugia da parenti. Provate ad immaginare. Un bambino che vive ad un paio di isolati da casa vostra viene circondato da gente ostile che, sapendo che è del vostro paese, lo insulta, lo schiaffeggia, lo spinge a forza dentro una fontana. Il bambino è piccolo, forse piange, forse stringe i denti perché la violenza degli altri è un pane duro che ha imparato a masticare sin da quando è nato. Provate ad immaginare. La furia non si placa: anche i quartieri vicini sono sotto assedio. Raccolte in fretta poche povere cose intere famiglie si allontanano. La polizia non ferma nessuno degli incendiari ma "scorta" voi e i vostri compaesani. Andate via. Non sapete dove. Lontano dalle molotov, lontano dalla rabbia, lontano dalla ferocia di quelli che sino al giorno prima vivevano a poche centinaia di metri da voi. Andate in cerca di un buco nascosto, dove, forse potrete resistere per un po'. Fino alla prossima molotov. Provate ad immaginare. Vostri compaesani e parenti che vivono lontano, in altre città, vengono assaliti, le loro case bruciate. Anche loro sono in strada. Provate ad immaginare. Il governo del vostro paese vara misure straordinarie per far fronte all'emergenza. Leggi per fermare la violenza e l'illegalità. Leggi contro di voi ed i vostri parenti, contro i vostri vicini di casa, contro quelli del vostro quartiere e contro tutti quelli del vostro stesso paese. Provate ad immaginare di essere in Italia, in questo maggio del 2008. Non vi pare possibile? Eppure è cronaca di tutti i giorni. La cronaca di un pogrom. Un pogrom che sta incendiando l'Italia. Brucia le baracche dei rom e corrode la coscienza civile di tanti di noi. Qualcuno agisce, i più plaudono silenti e rancorosi, convinti che da oggi saranno più sicuri. Al riparo dalla povertà degli ultimi, di quelli che non si lavano perché non hanno acqua neppure per bere, di quelli che di rado lavorano, perché nessuno li vuole, di quelli che vanno a scuola pochi mesi, tra uno sgombero di polizia ed un rogo razzista. Forse pensate che questo non vi riguarda. Forse pensate che questo a voi non capiterà mai. Siete cittadini d'Europa, voi. Siete gente che lavora, che paga il mutuo, che manda i figli a scuola. Forse avete ragione. Forse no. Nella roulette russa della guerra sociale c'è chi affonda e chi resta a galla. Il lavoro non c'è, e se c'è è precario, pericoloso, malpagato. Il mutuo vi strangola, non ce la fate ad arrivare alla fine del mese, a pagare tutte le spese, ma forse, tirando a campare, con la paura che vi stringe la gola, ce la farete. Gli altri, quelli che restano fuori, che crepino pure. Nemici, anche i bambini. O li caccia il governo o ci penserete voi stessi, di notte con i bastoni e le molotov. A fare pulizia. Etnica. Intanto, giorno dopo giorno, i nemici, quelli veri, vi portano via la vita, rendono nero il vostro futuro. Il nemico marcia sempre alla nostra testa: è il padrone che sfrutta, è il politico che pretende di decidere per noi, che vuole che i penultimi combattano gli ultimi, perché la guerra tra poveri cancella la guerra sociale. Provate ad immaginare. Provate ad immaginare che un giorno il padrone vi licenzi, che la banca si prenda la casa, che la strada inghiotta voi e i vostri figli. Sarà il vostro turno. Ma allora non ci sarà più nessuno capace di indignazione, capace di rivolta. Provate ad immaginare. Un giorno qualcuno potrebbe chiedervi "dove eravate mentre bruciavano le case, deportavano la gente, ammazzavano i bambini?" Non dite che non sapevate, non dite che non avevate capito, non dite che voi non c'entrate. Chi non ferma la barbarie ne è complice. Provate ad immaginare un futuro come questo presente da incubo. ----------------------------- Tratto da Macerie September 12 Il PerdonoOsho, perché è così difficile perdonare, smettere di attaccarsi alle ferite di avvenimenti accaduti molto tempo fa?
L'ego si basa sul malessere: più malessere c'è e più l'ego viene nutrito. In un momento di felicità l'ego scompare totalmente e viceversa: se scompare l'ego, ti si riverserà addosso un'immensa felicità! Se vuoi l'ego, non puoi perdonare, non puoi dimenticare... particolarmente le ferite, i dolori, gli insulti, le umiliazioni, gli incubi. Non solo non puoi dimenticare, continuerai a esagerarli, a enfatizzarli.
Tenderai a dimenticare tutto il bello che c'è stato nella tua vita. Non ti ricorderai dei momenti di gioia; per quanto riguarda l'ego non hanno alcuna utilità. La gioia è come veleno per l'ego e la sofferenza è come le vitamine.
Dovrai comprendere l'intero meccanismo dell'ego. Se ti sforzi di perdonare, quello non è realmente il perdono. Attraverso lo sforzo riuscirai solo a reprimere. Puoi perdonare realmente quando comprendi la stupidità del gioco che accade dentro la tua mente. La totale assurdità di tutto ciò deve essere vista fino in fondo, altrimenti reprimerai da una parte e tornerà da un'altra. Reprimerai in una forma e si presenterà di nuovo in un'altra forma, a volte mascherata così sottilmente che sarà quasi impossibile riconoscere che è lo stesso vecchio modello che si ripete… ma così rinnovato, così ristrutturato, così decorato, che sembra quasi nuovo. L'ego vive sul negativo, perché di base è un fenomeno negativo: trae la sua esistenza dal no. Il no è l'anima dell'ego. E come puoi dire di no alla beatitudine? Puoi dire di no al malessere, puoi dire di no all'agonia della vita. Come puoi dire di no ai fiori, alle stelle, ai tramonti e a tutto ciò che è bello e divino? E l'esistenza ne è piena, è piena di rose, ma tu continui a far raccolta di spine: hai fatto un grande investimento in quelle spine. Da una parte continui a dire: “No, non voglio più questa sofferenza”. E dall'altra parte continui ad attaccarti a lei. E per centinaia di anni ti è stato detto di perdonare. Ma l'ego può vivere anche attraverso il perdono. Comincerà ad avere un nuovo nutrimento attraverso l'idea che: “Io ho perdonato. Ho perfino perdonato ai miei nemici. Io non sono una persona ordinaria”.
E una delle verità fondamentali della vita è che la persona ordinaria è proprio quella che si crede straordinaria. Nel momento in cui accetti il tuo essere ordinario diventi straordinario. Nel momento in cui accetti la tua ignoranza, il primo raggio di luce ha toccato il tuo essere, il primo fiore è sbocciato. La primavera non è lontana. Gesù dice: perdona i tuoi nemici, ama i tuoi nemici. E ha ragione perché se perdoni i tuoi nemici ne sarai libero, altrimenti continueranno a esistere dentro la tua mente, a perseguitarti. L'inimicizia è un tipo di relazione; va più in profondità del vostro cosiddetto amore.
L'amore, il vostro cosiddetto amore - non va granché in profondità; è superficiale, epidermico… Ma il vostro odio va molto in profondità: è tanto profondo quanto il vostro ego. L'ego è il fenomeno più negativo che esista. È come il buio. Il buio non ha un'esistenza in positivo, è semplicemente l'assenza della luce. La luce esiste in positivo; ecco perché non si può fare niente direttamente contro il buio. Se vuoi far qualcosa contro il buio dovrai usare la luce. Se vuoi il buio devi spegnere la luce. Devi far qualcosa con la luce; niente può esser fatto direttamente con il buio. Il negativo non esiste e neanche l'ego esiste. Le persone continuano a portarsi dietro cose che odiano. Vivono nel loro odio. Tutta la loro vita dipende dal passato. A meno che non cominci a vivere nel presente, non sarai mai in grado di dimenticare il passato e di perdonare. Io non ti dico: “Dimentica e perdona ciò che è successo nel passato”. Non è questo il mio approccio. Io ti dico: “Vivi nel presente”. Questo è il modo positivo di avvicinarsi all'esistenza. Sii più meditativo, più consapevole, più sveglio, perché quando sei consapevole, allerta, sei nel presente. La consapevolezza non può essere nel passato o nel futuro. La consapevolezza conosce solo il presente. E una volta che il passato non c'è più, scompare anche il futuro perché il futuro è solo una proiezione del passato. Essere liberi dal passato e dal futuro è assaporare la libertà per la prima volta.
E in quell'esperienza uno diventa integro, sano; tutte le ferite guariscono. A un tratto non ci sono più ferite; cominci a sentire un profondo benessere che sorge da dentro di te. Quel benessere è l'inizio della trasformazione.2
Tratto da:
Osho,Tao: The Golden Gate, Vol. 2 #2 ... June 26 VolontàIeri sera, mentre me ne stavo andando, un amico mi ha avvicinato per dirmi: “Ciò che dici è giusto ma finché ci sentiremo appagati, sarà molto difficile convincerci”. Non gli ho risposto niente. Forse pensa di provare appagamento semplicemente parlandone: ha assolutamente torto e sta perdendo il suo tempo. Da parte mia faccio ogni sforzo possibile, ma da parte vostra occorre uno sforzo ancora maggiore. Se non farete questo sforzo non otterrete niente, il mio parlare non avrà alcun significato. La gente viene da me e mi ripete continuamente che vuole la pace e la beatitudine, che vuole un’anima. Certo, voi volete ogni cosa, ma nel mondo non otterrete niente soltanto desiderandolo. Il desiderio da solo è del tutto impotente, non contiene alcuna forza. Il desiderio da solo non è sufficiente: sono necessari anche la determinazione e lo sforzo. Va benissimo che tu desideri qualcosa, ma che sforzo fai per realizzare il tuo desiderio, quanti passi fai per avvicinarti a esso, che cosa fai per realizzare il tuo desiderio? Secondo i miei criteri, la sola prova che il desiderio esista sta nello sforzo che fai per realizzarlo. Altrimenti non ci sarebbe alcuna prova della sua esistenza. Quando qualcuno desidera qualcosa, fa sforzi per ottenerla: questi sforzi sono la prova che desiderava qualcosa. Tu dici di desiderare delle cose, ma non hai affatto determinazione. Per chiudere questo discorso, ripeterò ancora una volta un punto. Vi ho parlato dei tre centri: il centro dell’intelletto è la mente, il centro dei sentimenti è il cuore. E l’ombelico? E’ il centro della volontà. Più l’ombelico si attiva, più la volontà diventa intensa e più sorgono in te la determinazione, il potere e l’energia vitale per far qualcosa. Oppure pensa al contrario: più sei determinato, più hai l’energia per fare e più si sviluppa in te il centro nell’ombellico. Queste due realtà sono interdipendenti, in stretta relazione tra loro: più pensi e più il tuo intelletto si sviluppa, più ami e più il tuo cuore si sviluppa. Più sei determinato e più si sviluppa il centro della tua energia interiore e più sboccia quel fiore di loto nel centro del tuo ombelico.
Tratto da:
Osho - Ricominciare da sé
PS: tornerò in un secondo momento sul tema "dell'ombelico" May 27 Il Guerriero della LuceI guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo.
Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali. In molte occasioni sono codardi. Non sempre agiscono correttamente.
Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono incapaci di crescere. Sovente si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo.
Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato.
Per questo sono guerrieri della luce. Perchè sbagliano. Perchè si interrogano. Perchè cercano una ragione: e certamente la troveranno.
Paulo Coelho May 23 Il Guerriero della LuceUn guerriero della luce non dimentica mai la gratitudine. Durante la lotta è stato aiutato dagli angeli. Le forze celestiali hanno messo ogni cosa al proprio posto, permettendo a lui di dare il meglio di sè. I compagni commentano:"Com'è fortunato!" E talvolta il guerriero ottiene assai più di quanto le sue capacità consentano. Perciò, quando il sole tramonta, si inginocchia e ringrazia il Manto Protettore che lo circonda. La sua gratitudine, però, non è limitata al mondo spirituale: egli non dimentica mai gli amici, pechè il loro sangue si è mescolato con il suo sul campo di battaglia. Un guerriero non ha bisogno che qualcuno gli rammenti l'aiuto degli altri: se ne ricorda da solo, e divide con loro la ricompensa. Paulo Coelho May 09 Il Guerriero della LuceIl guerriero della luce si sta svegliando dal suo sonno. Egli pensa: "non so affrontare questa luce, che mi fa crescere". La luce, tuttavia, non scompare. Il guerriero pensa: "saranno necessari dei cambiamenti che io non ho voglia di fare". La luce è sempre là – perché la volontà è una parola piena di trucchi. Allora gli occhi e il cuore del guerriero cominciano ad abituarsi alla luce. Essa non fa piú paura. Lui comincia ad accettare la propria Leggenda, anche se questo significa correre dei rischi. Il guerriero è rimasto addormentato per lungo tempo. È naturale che si risvegli a poco a poco. Paulo Coelho April 03 Demoni ...Dal film Dragon:
"...tutti dobbiamo affrontare i demoni che abbiamo dentro, e che si chiamano Paura, Odio e Rabbia.
Se non riusciamo a sconfiggerli 100 anni di vita ci appariranno come una tragedia se ci riusciamo, un solo giorno di vita potrà essere un trionfo." March 08 RiflessioneIl saggio dice:
"tutto cio' che sale prima o poi scende"
... ma nella vita non c'hanno sempre insegnato a puntare in alto? Che fare quindi? PS: per ora direi d tornare al lavoro |
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